L’episodio finale di LO: la mia recensione

Come sapete, generalmente redigo i riassunti dei vari episodi di Law & Order dopo che sono andati in onda nella versione italiana. Ma poichè la serie si è conclusa pochi giorni fa sulla NBC mi sembra giusto pubblicare subito un riassuno / recensione dell’episodio, intitolato “Rubber Room”… molto più dettagliato del solito, come vedrete.

La trama:

Una coppia di genitori denuncia ad Anita Van Buren che un blogger ha diffuso su internet un video spinto girato dalla loro figlia. Anita, visionando il blog, trova qualcosa di più preoccupante: da alcune immagini e filmati sembra infatti che il ragazzo detenga armi ed esplosivi. Il blogger viene individuato e fermato dalla polizia; durante l’interrogatorio però afferma di avere scaricato le immagini relative alle armi da un altro sito internet, e gli esperti della scientifica confermano la sua versione, pur non essendo in grado di tracciare il sito di origine.

Van Buren nel frattempo fa una risonanza magnetica per sapere se il suo tumore sta regredendo o meno. Tornata in ufficio dopo l’esame, chiede un finanziamento per pagare le cure relative alla sua malattia; il det. Lupo casualmente la sente e pensa di organizzare una serata per raccogliere fondi per lei. Confida l’idea al suo collega Bernard che però ritiene che il capo non apprezzerebbe l’iniziativa, essendo una persona molto riservata.

I detective continuano le indagini: riescono a localizzare il bosco in cui è avvenuta l’esplosione documentata in uno dei video, e grazie a tre ragazzini che hanno raccolto e poi abbandonato i residui della bomba riescono a rintracciare il sito internet del costruttore, che sul proprio blog annuncia di volere attaccare una scuola con armi ed esplosivi per uccidere centinaia di persone. Mentre il dott. Skoda traccia il profilo psichiatrico del ragazzo, Lupo e Barnard cercano di scoprirne l’identità grazie a un commento relativo a un professore, che accusa di maltrattare i suoi studenti.  Dopo una serie di ricerche l’insegnante viene identificato, così come la scuola in cui insegnava prima che, a causa di una denuncia da parte di alcuni studenti, fosse costretto a lasciare New York.  Cutter e Rubirosa chiedono un’autorizzazione al Grand Jury per potere avere i nomi di chi ha sporto denuncia e analizzare i computer di tutti i circa 3000 gli studenti della scuola, ma i giurati ritengono che tale misura violi il loro diritto alla privacy  e negano l’autorizzazione.

Nel mentre Anita, che è stata costretta a rifare la risonanza per un errore della strumentazione, scopre che Lupo sta organizzando una raccolta di fondi a suo favore; irritata, gli chiede di rispettare lei e la sua privacy, e di cancellare la festa. Lupo decide di non farlo. Qualche ora dopo, Anita è a casa con il suo compagno Frank, che le suggerisce di accettare l’aiuto dei suoi uomini, che probabilmente provano il bisogno di sentirsi utili perchè, come lei, si sentono impotenti davanti alla malattia.

Le indagini intanto prendono una svolta inaspettata. I detective decidono di analizzare tutti i commenti negativi fatti dal blogger sui suoi insegnanti, di identificare questi ultimi e di effettuare un controllo incrociato per trovare lo studente che li conosceva tutti. Ma da questa ricerca emerge che molti degli insegnanti menzionati nel blog si trovano  in un  “centro di riassegnazione temporanea”, detto appunto “rubber room”, stanza di gomma, dove i professori denunciati per incompetenza o per avere tenuto condotte non professionali si recano  giorno dopo giorno per mesi e mesi, senza insegnare, in attesa che la loro posizione venga chiarita. Poichè questi insegnanti provengono da scuole e distretti diversi, i detective, insieme a Cutter e Rubirosa, capiscono che il blogger non è uno studente, ma un insegnante costretto a passare mesi nella ‘rubber room’ : tramite il blog non voleva criticare gli insegnanti di cui parlava, ma dare voce alle ingiuste denunce da loro subite.

Controllando i nomi degli insegnanti che corrispondono alle descrizioni del blog, gli inquirenti notano che solo un’insegnante, il cui comportamento scorretto è descritto nel blog, non è mai stata nella rubber room: per conoscere la sua storia il blogger doveva quindi avere lavorato con lei nella medesima scuola. La donna viene interrogata da Cutter e Rubirosa, ma su consiglio dell’avvocato fornito dal proprio sindacato rifiuta di dare il nome dell’insegnante, pur avendo capito di chi si tratta. Ma quando McCoy minaccia l’avvocato di incriminarlo per omicidio nel caso in cui il blogger mantenga la promessa e uccida dei ragazzi, la situazione si sblocca e la donna rivela il nome del collega. Proprio in quel momento, l’uomo sta realizzando quanto pianificato, tenendo ostaggio diversi ragazzi nella scuola in cui insegna come supplente. Barnard e Lupo intervengono e riescono a evitare la strage.

L’episodio – e la serie – si chiude con Lupo, Barnard, McCoy, Rubirosa e Cutter al party di raccolta fondi per Anita Van Buren, che presenta loro Frank come il suo fidanzato.  Dopo le congratulazioni di rito, riceve la telefonata della sua dottoressa che le dà buone notizie sulla sua malattia.

Il mio commento

Molti reviewers hanno scritto che Law & Order meritava un finale diverso, che concludesse in modo più ‘compiuto’ una serie che per 20 anni ha fatto la storia della TV. E infatti, ricordiamolo ancora una volta, Rubber Room è stato scritto e girato come ‘season finale’, non come ‘series finale’. Eppure, a mio avviso, difficilmente avrebbero potuto concludere Law & Order meglio di così.

La trama poliziesca  è ottima,  peccato che penalizzi il ruolo dei procuratori rispetto a quello dei poliziotti, privandoci così del piacere di vedere un’ultima volta una delle indiscusse protagoniste della serie: l’aula di tribunale in cui per anni e anni McCoy (e  Stone e  Cutter) hanno arringato la giuria.  Però, il fatto che l’episodio non segua la ‘classica’ suddivisione in due parti dà il vantaggio di vedere interagire i poliziotti e i procuratori molto più spesso del solito.

E vistosa è anche l’eccezione alla regola aurea di Law & Order, secondo cui le vicende dei protagonisti devono stare in secondo piano rispetto al plot poliziesco:  in Rubber Room la malattia di Van Buren occupa un ruolo importante, per gli standard di questa serie, tanto che vediamo una rarissima scena ‘familiare’, con Anita a casa col suo compagno (ed è da notare che in 20 anni abbiamo conosciuto ben pochi fidanzati / fidanzate / mariti / mogli / amanti dei personaggi della serie).

Per non parlare della scena finale: onestamente, non mi sembra di ricordare molti altri casi in cui vediamo tutti i sei protagonisti riuniti insieme. Scritta per dare l’addio al personaggio di Van Buren (Epatha Merkerson aveva deciso di abbandonare la serie a prescindere dal suo rinnovo), questa scena è perfetta come ultima della serie.

Rimane comunque l’amaro in bocca, più che per la cancellazione della serie in sè stessa, per il modo in cui è avvenuta. Siamo sinceri: nulla dura in eterno, e  nonostante l’ottima qualità delle ultime 2-3 stagioni, gli indici d’ascolto mediocri uniti ad alti costi di produzione e alla crescente indifferenza del pubblico facevano presagire una cancellazione, se non alla conclusione della stagione 20, al termine della 21. Ma la NBC si è comportata malissimo annunciandone la cancellazione a dieci giorni dalla messa in onda dell’episodio finale: una serie così importante per la rete e per la TV americana in genere avrebbe certo meritato un trattamento migliore.

28 May 2010 | By: webmistress | Categories: Law & Order | 1 Comment

1 Response

  • New_AMZ:

    Grazie Webmistress per aver raccolto entrambe le mie proposte.
    :)

    Posted on May 29th, 2010 at 12:32 pm
  • Leave a Reply